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Religioni a confronto 2011/2012

IL VANGELO DI MATTEO
a cura di Renato De Zan biblista

da mercoledì 19 ottobre 2011 a domenica 20 maggio 2012

1. DOMENICA 16 OTTOBRE 2011 ORE 9.30
Il vangelo di Matteo
Un vangelo per gli ebrei convertiti al cristianesimo

2. DOMENICA 20 NOVEMBRE 2011 ORE 9.30
Il vangelo delle origni di Gesù
Il compimento della creazione-redenzione

3. DOMENICA 18 DICEMBRE 2011 ORE 9.30
Il discorso della Montagna
Lo specchio dove il credente scopre la sua identità

4. DOMENICA 15 GENNAIO 2012 ORE 9.30
I dieci miracoli
Il miracolo tra “convenienza” e “segno teofanico”

5. DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012 ORE 9.30
Il discorso parabolico
Una riflessione stringente con un linguaggio immaginifico

6. DOMENICA 18 MARZO 2012 ORE 9.30
I segni della fine e la parusia
Per l’incontro finale con Cristo, non essere come gli scribi e i farisei

7. DOMENICA 15 APRILE 2012 ORE 9.30
Il mio sangue versato in remissione
dei peccati: per molti o per tutti?
Solo con la morte in croce Gesù è riconosciuto Figlio di Dio

8. DOMENICA 20 MAGGIO 2012 ORE 9.30
Non è qui. È risorto, come aveva detto
Un ebreo marginale, riconosciuto come uomo e come Dio

 

Bibliografia minima. Testo greco-italiano: Rossano P., Vangelo secondo Matteo: testo greco a fronte, Rizzoli 1984. Commenti facili: Harrington D., Vangelo secondo Matteo, Queriniana 1992; Söding Th., Venite a me! Il messaggio del vangelo di Matteo, Brescia 2009. Commento impegnativo: Luz U., Vangelo di Matteo, 2 voll., Brescia 2006-2010.

 

Conosciuto dai musicisti con lo pseudonimo di Picander, Christian Friedrich Henrici, fu il librettista tedesco che scrisse il testo – poesie proprie inframmezzate da brani evangelici – musicato da Bach e chiamato Passione secondo Matteo. La sua prima esecuzione avvenne il venerdì santo del 1727; pochi anni prima, Bach aveva diretto la sua Passione secondo Giovanni. Perché questo privilegio non fu riservato ai vangeli di Marco e di Luca?
A livello storico-artistico le motivazioni potrebbero essere molte, ma sotto il profilo teologico non bisogna dimenticare che fino al secolo diciannovesimo l’esegesi ecclesiastica riteneva Giovanni il sommo teologo e Matteo il vangelo ecclesiastico. Ambedue erano stati del gruppo dei Dodici che avevano accompagnato Gesù dal battesimo di Giovanni Battista alla sua Ascensione al cielo. Marco e Luca, invece, non erano stati discepoli di Gesù. Appartenevano alla seconda generazione cristiana. Il vangelo di Marco, poi, era considerato un semplice riassunto di Matteo, mentre il vangelo di Luca era in qualche modo relegato all’epiteto di vangelo dello “scriba della mansuetudine di Cristo”.
Il vangelo di Matteo è il primo dei vangeli canonici ed è uno dei vangeli sinottici. Si tratta di un vangelo che coglie la persona e il messaggio di Gesù a un livello di maturità di fede molto elaborata a livello teologico. Il vangelo viene redatto verso l’anno 85 d.C. Segna un forte aggancio con le tradizioni orali e scritte della Chiesa nascente. Importantissimo e prezioso è il suo contributo alla comprensione della comunità cristiana formata dagli ebrei di lingua greca convertiti al cristianesimo.
Scritto in lingua greca, il testo di Matteo mantiene ancora nei sui tratti la memoria della lingua aramaica con cui Gesù comunicava alle folle la buona notizia. Il testo è particolarmente sensibile al tema del denaro, dei numeri e dei valori: forse rispecchia la mentalità di Matteo che era riscossore delle imposte? Gesù compare in modo sobrio e solenne.
Il tema dominante è il Regno di Dio. Ampio spazio ha il tema della misericordia di Dio verso l’uomo e dell’uomo verso l’uomo. Per due volte Gesù ricorda il detto di Osea: «Misericordia io voglio e non sacrificio». Affermazione sconvolgente e grande per la Chiesa, per il cristiano e per qualunque uomo di buona volontà.

 

 

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È una associazione che opera da circa 45 anni nel territorio soprattutto del Friuli Venezia Giulia e del Veneto Orientale. Da sempre, operando in sinergia con il Centro Culturale Casa Zanussi Pordenone, promuove iniziative le più diverse per una cultura da interpretare come presa di coscienza di valori personali e comunitari in ordine di «una dinamica di crescita, più profonda e ampia possibile, di persone e realtà sociali».

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