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Narratori d'Europa
Tutto torna ad accadere per la prima volta

Nono ciclo della serie “Narratori d’Europa”
Incontri dell’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia

dal 31 gennaio al 21 febbraio 2017
Auditorium Centro Culturale Casa A. Zanussi
Pordenone - Via Concordia 7

 

Ascolta le videointerviste a Stefania Savocco 

e Roberto Bertinetti

 

PROGRAMMA
a cura di Stefania Savocco docente di Lettere nelle Scuole Superiori

TUTTO TORNA AD ACCADERE PER LA PRIMA VOLTA
“Io e Nora, mia sorella, siamo sempre vissute sulla sponda sinistra, quella che i turisti di solito non vedono, la sponda bastarda del Vecchio Padre Tamigi”. Basterebbero queste poche righe di Figlie sagge della scrittrice britannica Angela Carter, scomparsa nel 1992, ma recentemente riedita da Fazi Editore, per comprendere come la letteratura europea, già alla fine del Novecento, sia stata visionaria e capace di cogliere i nodi essenziali e più urgenti della nostra modernità: ieri come oggi, la questione è soprattutto il confronto con la riva che crediamo “altra” e che invece ci è gemella, con chi chiamiamo straniero e che invece, forse, solo non conosciamo abbastanza.
Per “Narratori d’Europa/9” abbiamo scelto quattro autori partendo appunto con Angela Carter.
Proseguiremo con lo scrittore belga Peter Terrin, il norvegese Jo Nesbø e lo svedese Henning Mankell. Per scoprire che si può avere come sfondo il bianco abbagliante degli yacht in fila nel porto di un principato o si può camminare sotto le raffiche e nella vasta oscurità di un fiordo di Oslo, resta comunque sempre lo stesso il sentimento di esclusione e di straniamento che gli scrittori colgono nell’uomo contemporaneo, soprattutto nel Vecchio Continente, di fronte ad un mondo globalizzato in cui si viaggia in bilico perenne fra desiderio di integrazione comunitaria da un lato e ricerca di visibilità per le proprie peculiarità e radici dall’altro.
Tutto torna ad accadere per la prima volta, ci mettono in guardia gli scrittori, e così abbiamo voluto intitolare la serie. Così Angela Carter infarcisce il suo libro di richiami a Shakespeare e Peter Terrin ripropone un Uomo senza qualità alla Musil. Il bello della letteratura è proprio questo. È un intreccio di rimandi, un caleidoscopio che moltiplica i riflessi illuminando il presente attraverso il passato, con i suoi mille richiami, le sue velate allusioni, le sue implicite interferenze. Ma, come indaga e paventa scenari distopici, fornisce anche balsami e rimedi: Terrin e Mankell per esempio ci parlano entrambi di cicatrici e incendi che diventano occasioni di cambiamento; Nesbø e la Carter ci invitano tutti e due a cercare nel dramma sempre il risvolto ironico, il candore. L’aspetto fiabesco e surreale delle cose. “Saggio è il figlio che conosce il proprio padre”, recita un detto. Vale anche per noi lettori. E soprattutto per noi lettori europei.      Stefania Savocco
Martedì 31 gennaio 2017 › 15.30
FIGLIE SAGGE di Angela Carter

Presentazione critica e lettura testi
Con la speciale partecipazione di Roberto Bertinetti docente di letteratura inglese all'Università di Trieste
 figlie_sagge.jpgSecondo Salman Rushdie, che le fu amico, era la più grande, la più originale, la più importante delle autrici britanniche della seconda metà del secolo scorso e la terrorista dell’avanguardia letteraria nel campo del femminismo. «Il mio paese - affermò una volta - ha sempre fatto il possibile per trasmettere un’immagine sofisticata, minimalista, magra: poche passioni, poco cibo, parole calibrate. Ma esiste anche un’altra Inghilterra, quella della working class da cui provengo io, una nazione mangiona, ridanciana, eccessiva, priva di senso del peccato». Figlie sagge, ultimo libro apparso pochi mesi prima della morte, storia di due anziane attrici e della loro eterogenea compagnia teatrale, eccellente sintesi della poetica di un’artista che amava stupire e andare controcorrente. (da Roberto Bertinetti in Il Piccolo, 12 agosto 2016)
Angela Carter, Figlie Sagge, Fazi Editore, 2016. (Orig. Wise Children, 1991)
 
Roberto Bertinetti insegna Letteratura inglese all’Università di Trieste, scrive per “il Venerdì” di Repubblica”, per i quotidiani “Il Messaggero” e “Il Mattino”, per la rivista “il Mulino” e collabora a Radio3Rai e alla Radio Svizzera Italiana. Oltre a numerosi volumi sulla narrativa britannica del XIX secolo ha pubblicato, tra l’altro, Dai Beatles a Blair. La cultura inglese contemporanea (Carocci), Londra. Viaggio in una metropoli che non si ferma mai (Einaudi), curato una nuova edizione delle opere di Jane Austen per Einaudi e per la Rizzoli i Romanzi di Virginia Woolf, una raccolta di pagine inedite in Italia sulla letteratura della stessa Woolf (Consigli a un aspirante scrittore) e Le due città di Charles Dickens. Il suo prossimo libro in uscita per Bompiani a settembre 2017 si intitola L’isola delle donne e proporrà i ritratti di alcune figure femminili che hanno rivoluzionato la vita politica o culturale nel Regno Unito. Tra le protagoniste Elisabetta I, la regina Vittoria, Lady Diana, Jane Austen, Virginia Woolf, Agatha Christie, Margaret Thatcher, Mary Quant e Vivienne Westwood.
 
 
Martedì 7 FEBBRaio 2017 15.30
MONTE CARLO di Peter Terrin

Presentazione critica e lettura testi  
monte_carlo.jpgAutore di romanzi, racconti e opere teatrali, Peter Terrin (1968) è uno scrittore belga di lingua
olandese. Tradotto in numerosi paesi e vincitore di riconoscimenti internazionali, come il Premio dell’Unione Europea per la Letteratura 2010 e il Premio AKO 2013, è considerato dalla critica un autore che coniuga eleganza classica, atmosfere kafkiane e un raffinato ingegno sperimentale, indagando con lucido disincanto l’individuo contemporaneo per toccare tematiche universali. In Monte Carlo ci racconta il mondo della Formula 1, le corse davanti al jet set internazionale: un Jack Preston qualunque, un semplice meccanico, spera, per un gesto di eroismo che gli segnerà gravemente il corpo, di conquistare un attimo di notorietà, ma invece viene ricacciato nella penombra incolore della sua quotidianità.
Peter Terrin, Monte Carlo, Iperborea, 2016.
Martedì 14 febbraio 2017 15.30
SANGUE E NEVE di Jo Nesbø

Presentazione critica e lettura testi

sangue_neve.jpgJo Nesbø è nato a Oslo nel 1960, da una famiglia di scrittori, lettori e cantastorie. Prima di abbracciare il suo destino e diventare il più grande autore di crime norvegese si è cimentato in mille mestieri. Ha giocato a calcio nella serie A del suo paese, ha lavorato come giornalista freelance, ha fatto il broker in borsa. Cantante e compositore.
Una metropolitana, l’attimo in cui la vettura attraversa un nodo di scambio fra i binari; nel momento in cui si sta per perdere l’equilibrio, tra il rumore di ferraglia, bisbigliare quel che si vuole senza timore di essere sentiti: un’esperienza di scarto dal destino, di libertà assoluta e di solitudine insieme. Questo ossimoro esistenziale è il centro narrativo di Sangue e neve dello scrittore norvegese, già famoso per la serie di romanzi dedicata al detective Harry Hole. Egli tratteggia in questo caso una Oslo che assomiglia alla Gotham city di Batman e un curioso killer che sa prendere la mira, ma non leggere la realtà che gli sta intorno, o magari non vuole davvero vederla, come accade in certi momenti di crisi, anche a tutti noi.
Jo Nesbø, Sangue e Neve, Einaudi, 2015.
Martedì 21 FEBBRAIo 2017 15.30
STIVALI DI GOMMA SVEDESI di Henning Mankell

Presentazione critica e lettura testi

stivali_gomma.jpgScrittore e regista teatrale, autore di romanzi, polizieschi e libri per bambini tradotti in più di quaranta lingue. È morto nel 2015. Stivali di gomma svedesi è il suo ultimo romanzo. Trasportandoci in un’isola sperduta del Mar Baltico, disegna il ritratto di un settantenne che non trova ascolto perché non sa lui stesso prestare orecchio ai timori degli altri. Vive il timore della morte perché, inizialmente, non sa elaborarlo cercando un passaggio di testimone, la relazione con le nuove generazioni, con il futuro che si incarna nei figli. La nostra è una cultura – ci avverte Mankell - che non abitua all’idea del declino e non sa accogliere la fine come momento inevitabile e necessario del ciclo naturale. È una cultura che “brucia” tutto rapidamente, circonda l’individuo di un “arcipelago di incomunicabilità”, lo riduce a “scarpa spaiata”, a passo zoppo, a silenzio e mistero sofferto.
Henning Mankell, Stivali di gomma svedesi, Marsilio, 2016.
 
 
LA PARTECIPAZIONE AGLI INCONTRI È GRATUITA E APERTA A TUTTI

È comunque gradita l’iscrizione, facendo pervenire i propri dati alla Segreteria Irse 
irse@centroculturapordenone.it / 0434 365326 ENTRO IL 20 GENNAIO 2017.

Gli studenti che desiderano un certificato di frequenza devono richiederlo al momento dell’iscrizione.

Il programma è inserito come Progetto dell’Irse anche all’interno del calendario Università della Terza Età di Pordenone 2016/2017

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Centro Culturale Casa A. Zanussi Pordenone – Via Concordia, 7 – Pordenone
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