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Paesaggi e incontri lungo la Transiberiana

Fotografie di Ruggero Da Ros e Paola Penzo

da lunedì 5 dicembre 2016 a martedì 28 febbraio 2017
Spazio Foto
Centro Culturale Casa A. Zanussi Pordenone

Sulla Transiberiana
Via terra da Venezia al Giappone attraverso la Russia Paola Penzo e Ruggero Da Ros, estate 2015
Partiti da Venezia via terra, abbiamo raggiunto in autobus prima le capitali baltiche e poi San Pietroburgo. Da lì è cominciata la nostra avventura lunga quasi diecimila chilometri, fino a Vladivostok, sul Mar del Giappone: otto fermate e sette treni, con due tratte da 50 ore, lungo la regina delle ferrovie, inaugurata nel 1903 per collegare San Pietroburgo, allora capitale degli zar, con le zone più remote dell’impero. Chi si aspettava che Kazan fosse colma di azzurro, che Irkutsk fosse una Parigi in Siberia, che il Baikal si potesse contemplare da una bollente bania, che Ulan Ude traboccasse di templi buddhisti e che Vladivostok avesse un golfo simile a quello di Napoli? Eppure la Transiberiana non è solo questo, è un’avventura vissuta tra gli scompartimenti di un vagone di terza classe, tra fiumi di vodka e zelanti provodnize che puliscono a tutte le ore, mentre sul finestrino scorrono interminabili file di betulle danzanti.
Una volta deciso che si sarebbe arrivati a Tokyo attraverso la Transiberiana, e senza voli, bisognava trovare il modo di arrivare a Mosca e di partire da Vladivostok. Il traghetto settimanale che dalla Russia arriva in Giappone attraverso la Corea del Sud non è stato difficile da prenotare. È stato più complicato trovare il modo di aggirare la Bielorussia, per evitare le complicazioni del visto. Invece di passare a sud, attraverso l’Ucraina, abbiamo preferito puntare a nord, per cominciare il viaggio dalle famose “notti bianche” di San Pietroburgo.
Quando si parte per la transiberiana non ci si rende conto dell’impresa che si sta affrontando. Solo quando si mette mano all’orologio e si cominciano a tirare avanti le ore, una alla volta, oppure a gruppi di due o tre, scardinando qualsiasi riferimento temporale, si capisce che si sta viaggiando non solo nello spazio ma anche nel tempo. Niente aerei superveloci o strane combinazioni aeroportuali per arrivare il prima possibile, ma lentezza, fiumi solitari, lande infinite, lunghissimi tramonti e tanti, tanti sorrisi. Ti fermi nelle città e riparti con curiosità: come sarà il nostro prossimo compagno di viaggio? Russerà, sarà grasso, magro, mi sorriderà? E mentre ancora pensi alla tua Venezia, a Riga, a San Pietroburgo, a Mosca, ti trovi dall’altra parte del mondo, su quel mare che si affaccia al Giappone e che, forse, ti stava aspettando.

 


> La mostra è aperta fino al 28 febbraio 2017
   dal lunedì al venerdì 9.00-19.00
   sabato 9.00-18.00
   domenica 15.30-19.00
chiuso 8, 24, 25, 26 e 31 dicembre 2016, 1 e 6 gennaio 2017

   ingresso libero

  

 

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